Racconti

Alla salute!

30.12.2000

Un fiotto di vino scuro e corposo inondò le fenditure del tavolino traballante. Franco non era riuscito a trattenere nella mano callosa l'ultimo calice della serata. Inspiegabilmente era sfuggito alla sua presa, come già i sogni della giovinezza.

Da dove fosse giunto, Dio solo lo sapeva. O forse il diavolo. Se ne stava ritto in piedi come uno stoccafisso, gelido ed elegante nel suo vestito gessato. Pareva essersi materializzato dal nulla, ma invano avrebbe atteso un mio cenno che lo invitasse a sedere. Tanto più che, nel silenzio della stazione abbandonata, il suo saluto era echeggiato...